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Zecche: le principali misure di prevenzione

di Giovedì, 03 Maggio 2018
Immagine decorativa

L’arrivo del caldo ha favorito la diffusione di questo parassita. È importante controllare la pelle al termine di ogni escursione.

Data di inizio pubblicazione 03/05/2018
Data di archiviazione 30/09/2018

Con l’avvicinarsi della stagione estiva, ricompare il rischio di puntura di zecche, piccoli parassiti che si nutrono di sangue. Appartenenti alla classe degli aracnidi, le zecche si trovano solitamente sulle piante in zone umide ricche di cespugli, ai margini dei boschi, a quote inferiori ai 1.400 metri. Una volta sull’ospite, animale o uomo, ne perforano la pelle e ne succhiano il sangue. Dopo il pasto, che può durare giorni, la zecca si stacca spontaneamente. La puntura di zecca non è dolorosa e spesso non si sente ma può trasmettere alcune infezioni.

Per prevenire le punture di zecca è consigliabile, quando si frequentano luoghi a rischio, camminare sui sentieri cercando di evitare il contatto diretto con le piante e l’erba, vestirsi con abiti coprenti e di colore chiaro e indossare cappello e scarpe chiuse. È inoltre utile applicare sulla pelle scoperta prodotti repellenti per insetti a base di Deet (dietiltoluamide) e spruzzare sugli abiti composti a base di permetrina. Al termine dell’escursione è importante effettuare un attento esame visivo della propria pelle. Le eventuali zecche individuate devono essere prontamente rimosse perché la probabilità di contrarre un’infezione è direttamente proporzionale alla durata di permanenza del parassita sul corpo. Per rimuovere una zecca dalla cute si raccomanda di afferrarla con una pinzetta a punte sottili il più possibile vicino alla superficie della pelle, tirare delicatamente senza strappo fino al distacco, disinfettare la cute e bruciare la zecca o incollarla su nastro adesivo per renderla inoffensiva.

Si consiglia di osservare, per un periodo di circa un mese, la zona della puntura per individuare la comparsa di eventuali segni di infezione. Se appare un alone rossastro che tende ad allargarsi oppure febbre, dolori alle articolazioni o altri disturbi, è importante rivolgersi al proprio medico.

Le principali malattie trasmesse dalle zecche sono la malattia di Lyme e la TBE. La malattia di Lyme si manifesta, dopo un’incubazione che va da 3 a 32 giorni, con chiazze rossastre sulla pelle e, a volte, con febbre, malessere, mal di testa, dolori alle articolazioni e ai muscoli. Dopo un po’ di tempo, settimane o mesi, può causare disturbi più gravi alle articolazioni (artriti), al cuore e al sistema nervoso (meningiti). Contro questa malattia non è disponibile un vaccino ma, se presa in tempo, può guarire con una terapia antibiotica.

La TBE, invece, è una malattia inizialmente simile all’influenza e può guarire senza problemi o, talvolta, evolvere in una forma più grave come la meningite o l’encefalite. In alcuni casi può anche lasciare danni permanenti al sistema nervoso. È disponibile un vaccino contro la TBE in tre dosi. E’ raccomandato a chi svolge spesso attività all’aria aperta per motivi professionali o ludico-ricreativi. La vaccinazione viene eseguita gratuitamente, dal 1° gennaio 2018, presso gli ambulatori vaccinali dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

Il numero di casi di malattia di Lyme e TBE negli ultimi anni, in Trentino, appare in aumento. Dal 2000 al 2017 i casi noti di malattia di Lyme sono 221, con una media annuale di di 12.2; negli ultimi 5 anni, la media annuale è salita a 22.2. I casi notificati di TBE, invece, dal 2000 al 2017 sono 118, con una media annuale di 6.5. Negli ultimi 5 anni la media annuale dei casi è raddoppiata arrivando a 12.8. Nel 2017 si è registrato un picco di 19 casi.

Fonte: Ufficio stampa della Provincia di Trento

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